La presentazione di un reclamo al Garante della Privacy è gratuita, ma per la complessità del tema è preferibile essere assistiti da professionisti esperti, in quanto il reclamo per la violazione della disciplina in materia di protezione dei dati personali deve essere completo e dettagliato (art. 77 GDPR e artt. 140-bis e 143 Codice Privacy). A seguito del reclamo si apre un’istruttoria preliminare e un eventuale procedimento amministrativo che consente al Garante Privacy di adottare i provvedimenti di cui all’art. 58 GDPR (poteri di indagine e correttivi verso il titolare del trattamento dei dati).
Al termine del procedimento, il Garante può ordinare la rimozione o deindicizzazione dei contenuti online ritenuti lesivi.
La decisione del Garante della Privacy può essere impugnata ricorrendo all’autorità giudiziaria ordinaria ai sensi degli artt. 143 – 152 del Codice Privacy, art. 10 D.Lgs. 150/2011 e 78 GDPR entro il termine di 30 giorni dalla data di comunicazione del provvedimento stesso oppure di 60 giorni se il ricorrente risiede all’estero.
Sotto il profilo legale, il diritto all’oblio è tutelabile sia mediante reclamo al Garante della Privacy che in sede giudiziale. In quest’ultima sede oltre a richiedere all’Autorità Giudiziaria la condanna del titolare del trattamento alla rimozione e deindicizzazione dei contenuti pubblicati ritenuti lesivi e non più attuali, può essere formulata domanda di risarcimento dei danni subiti in ragione dell’eventuale inadempienza di testate giornalistiche o motori di ricerca. Tale risarcimento va supportato da elementi probatori, da fornire anche in via presuntiva avendo quali parametri di riferimento la diffusione dello scritto, la rilevanza dell’offesa e la posizione sociale e professionale della vittima. Occorre pertanto affidarsi ad avvocati che possano tutelare in via giudiziale tale diritto previa attenta analisi della specifica vicenda.
L’eliminazione degli articoli online obsoleti o lesivi è sicuramente il primo risultato da ottenere nel caso in cui la reputazione propria o della propria azienda risulti compromessa in ragione di notizie negative circolate nel web. Ciò tuttavia non è sufficiente a risolvere il problema: occorre parallelamente intraprendere un’attività mirata di DigitalPR ed è proprio per tale motivo che questa figura tra i servizi che mettiamo a disposizione dei nostri clienti. Grazie alla grande esperienza di Marco Brun proprio nel campo della DigitalPR, siamo in grado di stilare un programma pensato appositamente per ricostruire una buona reputazione online, veicolando nuove notizie attraverso i Media. Così facendo, mentre gli articoli obsoleti o lesivi vengono eliminati o deindicizzati, ne vengono pubblicati di nuovi, aventi connotazioni positive.
I contenuti vengono redatti da professionisti e lanciati su testate online di rilievo, con relativa indicizzazione da parte dei motori di ricerca principali come Google. In tal modo, se qualcuno cerca il nome del soggetto, del brand o dell’azienda interessati nel web, trova notizie aggiornate e positive.
Le attività di DigitalPR, se effettuate in modo professionale e competente, si rivelano dunque fondamentali per ricostruire la propria reputazione online dopo aver fatto valere il diritto all’oblio.
Grazie alle attività di DigitalPR è possibile, in primo luogo, incidere sulla SERP (Search Engine Results Page) ossia la schermata dei risultati del motore di ricerca che appare ogni volta che si effettua una ricerca online. Il problema principale per chi vede la propria reputazione online minata risiede proprio nella SERP, perché gli articoli lesivi che sono stati pubblicati anche molti anni addietro rischiano di comparire tra i primi risultati di ricerca e di conseguenza avere maggiore visibilità rispetto ad altri contenuti. Ciò si traduce in un maggior rischio di diffusione di notizie lesive della propria identità personale. Grazie alle attività di DigitalPR, che come abbiamo accennato vengono condotte di pari passo con la richiesta di deindicizzazione dei contenuti lesivi, è possibile modificare la SERP. Le nuove notizie positive, se veicolate nel modo corretto da professionisti del settore, compariranno tra i primi risultati all’interno del motore di ricerca e saranno dunque maggiormente lette dal pubblico. Così facendo, la propria reputazione può essere ricostruita in breve tempo.
Le attività di Digital PR sono inevitabilmente collegate alla cosiddetta SEO (Search Engine Optimization): una branca del web marketing in cui Marco Brun è uno dei massimi esperti. Grazie alla SEO è possibile veicolare le notizie pubblicate online e farle comparire tra i primi risultati di ricerca su Google, così da riuscire a ricostruire una reputazione online positiva, supportata anche da fonti editoriali di livello. Si tratta di un’attività complessa, che solo un vero esperto è in grado di portare avanti garantendo risultati tangibili.
Se nel web circolano notizie che potrebbero compromettere la reputazione propria o della propria azienda, il primo passo da compiere è quello di rimuoverle. Al giorno d’oggi infatti sono moltissime le persone che cercano informazioni online e si lasciano inevitabilmente influenzare, nelle proprie scelte, da ciò che leggono in rete. Eliminare ogni traccia di quelle notizie che risultano ormai obsolete e che potrebbero risultare lesive della propria reputazione non è semplice però. Se si vuole raggiungere l’obiettivo in modo efficace e rapido è necessario affidarsi a persone esperte, che abbiano contatti diretti con le redazioni online e che sappiano come comportarsi.
Grazie all’esperienza pluridecennale di Marco Brun nel settore della comunicazione online e della DigitalPR, vantiamo un’ampia rete di contatti e questo ci consente di accelerare il processo di rimozione delle notizie obsolete online. Pensiamo a tutto noi quindi: ci interfacciamo direttamente con gli editori dei siti web e richiediamo l’eliminazione degli articoli che risultano ormai obsoleti o lesivi.
Qualora non fosse possibile rimuovere nell’immediato i contenuti pubblicati, possiamo procedere con la richiesta di deindicizzazione. Ciò impedisce che gli articoli siano trovati online attraverso i motori di ricerca come Google e quindi risultino meno “in vista” rispetto a prima. Per semplificare, possiamo dire che la deindicizzazione permette ad una notizia di scomparire dal web pur rimanendo online. Se qualcuno infatti dovesse cercare su Google il nome dell’interessato, grazie alla deindicizzazione degli articoli lesivi che lo riguardano, non troverebbe notizie negative sul suo conto.
Rimozione o deindicizzazione rappresentano dunque i primissimi passi da compiere per far valere il diritto all’oblio. In molti casi ci si può fermare a questo primo step, senza ricorrere al Garante della Privacy o addirittura al Tribunale, procedendo poi con la ricostruzione della reputazione mediante attività mirate di DigitalPR. In alcuni casi, tuttavia, si possono incontrare difficoltà nel far rimuovere o deindicizzare gli articoli lesivi online ed occorre dunque ricorrere alla tutela legale. Grazie all’esperienza ultradecennale dell’avvocato Francesco Mendini, possiamo assistere il cliente nelle fasi di presentazione del reclamo al Garante e di ricorso al Tribunale ordinario.
Una cosa è certa: il diritto all’oblio online è un diritto della personalità tutelato dalla Costituzione e come tale può essere fatto valere. È opportuno farsi affiancare da persone esperte e competenti in materia, considerato il particolare impatto che alcune notizie pubblicate online hanno sulla propria identità personale e sulla propria riservatezza.